PALAZZO BISCARI

Nicoletta Moncada Paternò - Castello
Via Museo Biscari 10-16
95131 Catania - Italy
Tel. 095 7152508 - 095 321818 - 329 4145955
Fax: 095 32 1818
e-mail: info@palazzobiscari.com

Introduzione

Alla fine, il sogno dell'affabile e cortese Ignazio Paternò Castello, quinto principe di Biscari, è diventato realtà. La sua dimora, in imperioso stile barocco e fondata sulle mura cinquecentesche di Catania, occupa un intero isolato della città, ha l'ingresso principale nell'omonima via Museo Biscari, ed è conservata come il più bel palazzo barocco catanese. Proprio come il principe Ignazio sognava: una dimora esemplarmente bella, che onorasse la città di Catania, e che fosse visitabile da tutti.
I primi lavori di costruzione sono del 1702, a seguito del catastrofico terremoto del 1693, che rase al suolo mezza Sicilia. Prima di questa data esisteva solo un palazzotto al di qua delle mura: Ignazio, l'uomo che continuò il progetto del padre Vincenzo, lo allargò comprando i terreni attigui, perseguendo l'obiettivo di realizzare un luogo a misura di vita, una casa confortevole in ordine e in armonia, che incutesse rispetto e soggezione.
Ignazio era detto "il Grande", soprattutto per le sue idee controcorrente, oggi riprese da alcuni dei suoi discendenti. È scritto che durante la terribile carestia del 1763 il principe non esitò ad aprire i portoni dei suoi granai per sfamare i cittadini bisognosi. Questo gesto di solidarietà è ricordato nello stemma dei Paternò Castello coronato dalle spighe di grano.
A quell'epoca il palazzo comprendeva un solo piano, ma già esisteva il museo, sulla sinistra del cortile d'ingresso, che si arricchiva dei reperti archeologici raccolti dal principe nelle terre dei suoi latifondi della Piana e di Biscari, l'odierna cittadina di Acate, in provincia di Ragusa. Wolfgang Goethe, come racconta nel suo Viaggio in Italia, passò da Catania, sostando e ammirando, nel maggio del 1787, la collezione del principe, che adesso è ordinata in un'ala del castello Ursino, il museo civico catanese.
Il palazzo conta circa settecento stanze, e sorge nella parte più vecchia di Catania, a ridosso del popolare quartiere della Civita, affacciato sul porto e sui famosi Archi della Marina, sopra i quali transita ancora il treno. Fino agli anni Venti, il mare lambiva i bastioni scoscesi, e dalla vicina villa Pacini, identificata dai catanesi come "villa 'e varagghi", cioè "villa degli sbadigli", perché in passato era frequentata prevalentemente dai pensionati, si prendeva il vaporetto per i lidi balneari della Plaja. Una prima opera di riempimento fece però indietreggiare la battigia al limite con gli Archi; e poi una seconda, alla fine degli anni Trenta, portò il mare dove si trova adesso, ben distante dal palazzo, spostandolo di diverse centinaia di metri dal ruolo, voluto, di elegante sentinella di Catania.
Per secoli, il viaggiatore che arrivava in città, già prima di passare dalla porta Saracena di via Etnea, doveva necessariamente fare i conti con la sua mole e la sua eloquente bellezza, impreziosita da portali e putti in pietra calcarea - la costosa pietra bianca di Siracusa - che si stagliavano netti sui muri color ebano, di nero basalto dell'Etna. E lui, Ignazio detto il Grande, dalla sua terrazza alla Marina, al di là della balaustra realizzata e intagliata secondo un suo disegno, oltre le barche dei pescatori e i giochi dei ragazzi di strada, scorgeva sicuramente i profili dei suoi possedimenti terrieri.
Il cuore della dimora è quasi tutto nei saloni, sapientemente restaurati dopo il terremoto del 1991 grazie alla volontà e agli interessi personali degli attuali principi di Biscari, e sono oggi in grado di ospitare convention e ricevimenti sontuosi, sulla linea del principale desiderio del principe Ignazio di "aprire" il palazzo alla società. Attento anche il restauro di tele e affreschi, finanziato in gran parte dalle attività del palazzo.
A destra del cortile è invece situata l'ala privata del Palazzo, dove ha sede il Circolo dell'Unione di Catania, l'assessorato alla Cultura del comune di Catania e gli appartamenti privati dove abitano stabilmente almeno undici persone della famiglia. Palazzo Biscari rimane dunque fruibile nel cortile, in numerose sale, nel salone delle feste, nella galleria e nella terrazza sul porto.
Una poderosa scalinata, a doppia rampa in basalto dell'Etna, suggella il cortile maggiore, sul quale è incernierato l'intero edificio. L'ingresso è un solenne ambulacro, in cui sono appese ai muri le tele settecentesche dello Stato di Biscari, con i suoi estesi vigneti e la fiorente produzione di bachi da seta; quindi si accede alla quadreria, le cui tele più importanti sono state cedute al Museo civico, ma che conserva la preziosa pavimentazione in maiolica policroma, voluta da Ignazio nel 1711 e realizzata dai mastri artigiani di Vietri.
Nella sala dei ritratti di famiglia c'è un ritratto del padre Vincenzo accanto alla cantoniera, la stessa che oggi si trova al di sotto del quadro, poggiata sullo stesso pavimento di tre secoli fa. Il salone centrale, o delle feste, è una sontuosa "piazza" interna, lunga una ventina di metri e larga undici, cuore rococò con profusione di stucchi e di decorazioni, queste ultime ordite su tre livelli. Nel primo compaiono i membri della famiglia dei principi; sopra, sono raffigurati gli dei minori; al terzo livello, nella cupola della loggia della musica, Vulcano celebra nel Consiglio degli dei il trionfo del casato dei Paternò Castello. Quassù, i musicisti salivano lungo un'ardimentosa scala a forma "di fiocco di nuvola",come la definì il principe Ignazio, interamente in stucco bianco, che ha sfidato nei secoli ogni calcolo d'ingegneria.
Infine una curiosità nella storia di questo palazzo, che è passato dalla cruna dell'ago durante l'ultima guerra, con lo sbarco degli inglesi e l'occupazione della città. Gli inglesi arrivarono da mare e, cercando la migliore postazione di difesa a ridosso del porto per montare le batterie di cannoni, la trovarono nel palazzo Biscari. Dal comando dell'aviazione di Sua Maestà venne l'ordine di abbattere il secondo piano dell'edificio, ma una volta entrati nelle sale, gli ufficiali, rendendosi conto del valore storico e architettonico del palazzo, fecero marcia indietro. Tornarono dopo pochi giorni, però, con secchio e pennello, due racchette da tennis e una pallina. E fu così che, sotto gli occhi esterrefatti del dio Vulcano, tra gli stucchi dorati, tra i camini e gli specchi, e sul pavimento rilucente di ceramica, in quell'esclusivo piccolo mondo rococò, fu segnato il primo campo da tennis indoor che Catania ricordi, e che ancora porta traccia visibile di vernice bianca.

 

L'ospitalità

Palazzo Biscari è uno dei più antichi palazzi di Catania, preziosa testimonianza di barocco siciliano. I suoi saloni affrescati mantengono ancor oggi intatti fascino ed eleganza, ponendosi come splendido scenario per occasioni importanti quali concerti, meeting, ricevimenti, serate di gala, sfilate di moda e altro.
Vi è la possibilità di allestire raffinati pranzi per poche persone nel salone centrale o brunch di lavoro negli altri salotti in occasione di riunioni o di accogliere sino a 350 persone in caso di ricevimenti o pranzi di gala.
Per gli ospiti stranieri possiamo organizzare banchetti dai menù di antica tradizione, con camerieri in livrea e trattenimento musicale.

Per conferenze la capienza della sala è di 200 posti.
Il palazzo è inoltre disponibile per visite guidate anche in appartamenti privati, ospiti dei padroni di casa, con eventuale piccolo rinfresco (aperitivo, caffè, the).
Palazzo Biscari è nel cuore della città, nelle sue immediate vicinanze si trovano tutti gli altri tesori della Catania storica, la Cattedrale, Via Crociferi, il Teatro Bellini, Piazza Università, Palazzo degli Elefanti, Via Etnea, Castello Ursino.
Dista sei chilometri dall'aeroporto Internazionale "Fontanarossa" e pochi minuti dalla Stazione Centrale. Sul suo lato a mare, confinante con il Porto Vecchio, scorre l'arteria principale di raccordo con le autostrade e superstrade che collegano Messina, Palermo e Siracusa.

 

Appunti Tecnici

Palazzo Biscari venne edificato dopo il terremoto del 1693 sui bastioni cinquecenteschi, voluti da Carlo V e risparmiati dal sisma. La prima fase dei lavori fu commissionata da Vincenzo Paternò Castello, IV principe di Biscari, ma il completamento e l'esaltazione dell'opera si ebbe per merito di Ignazio Paternò Castello, V principe di Biscari.
Grazie a lui, il palazzo acquistò fama di centro di cultura e opera d'arte in grado di incantare qualunque visitatore. Quando, nel 1758, il principe inaugurò all'interno del palazzo un museo che raccoglieva le sue preziose collezioni archeologiche, Palazzo Biscari divenne una tappa d'obbligo nel tour degli eruditi.
La perfetta fusione tra le idee illuminate del Principe e la grande esperienza tecnica e la vena fantastica dell'architetto Francesco Battaglia raggiunge il massimo di spettacolarità nel grande salone a pianta ottagonale ove sono riuniti molti artifici dello stile rococò. Qui si trova una realizzazione quasi unica, la loggia dei musicanti. La volta del soffitto si apre in un ballatoio ellittico, il cui cupolino è decorato da un affresco di Sebastiano Lo Monaco che raffigura un consiglio degli Dei riunito a celebrare il trionfo del casato.
In un vano tra il salone e le finestre del prospetto principale è contenuta con armonia una scala a chiocciola che si innalza vaporosa, piegandosi come un fiocco di nuvola. Gli stucchi che accompagnano il dispiegarsi del ritmo sono opera del maestro decoratore Pepe.

La facciata sulla balconata esterna è riccamente decorata con altorilievi che simboleggiano l'abbondanza, la prosperità, la fertilità e la saggezza.
Sul fondo del salone, incorniciata da colonne di granito rovesciate e sormontata dallo stemma gentilizio, è posta un'alcova che separa la parte pubblica del palazzo dagli appartamenti privati, dei quali fa parte una preziosa stanza da bagno, interamente decorata da intarsi in legno, ove spicca un pavimento romano in marmi policromi proveniente dagli scavi delle terme di Catania.
Di queste ultime stanze così scrisse Goethe nel suo "Viaggio in Italia":

Catania 3 marzo 1787
...il Principe volle presentarci alla madre, nel cui appartamento erano esposti altri oggetti d'arte di più piccola dimensione.
Ci trovammo innanzi una gentildonna dall'aspetto distinto ma disinvolto, che ci ricevette dicendo: - Guardino pure, signori, come vogliono, in casa mia; vi troveranno tutto così come il povero mio marito ha raccolto e messo in ordine. E devo tutto alla pietà del mio figliolo, che ha voluto non solo farmi alloggiare nelle sue stanze migliori, ma non ha lasciato portare via né toccare il più piccolo degli oggetti raccolti e riordinati dal suo povero padre. Così ho il doppio vantaggio, di vivere come sono abituata ormai da tanti anni, e di incontrarmi e di fare conoscenza, come un volta, con tanti illustri forestieri, che vengono da paesi così lontani a vedere le nostre rarità...

 

Foresteria

Una valida alternativa alla ricezione alberghiera di media e lunga durata adatta anche per brevi soggiorni di organizzatori di meeting e convegni che avrebbero la comodità di trovarsi direttamente sul posto.
Ubicata nel pieno centro storico, all'interno dei bastioni cinquecenteschi di Carlo V, affacciata sul porto ha ingresso indipendente dal civico 22 di Piazza Duca di Genova.

Si tratta di un monolocale climatizzato di 36 mq completo di bagno, cucinino, cabina armadio, tre ripostigli, balcone, cortile e terrazza., arredato ed attrezzato, dotato di due divani letto singoli e di un terzo letto aggiuntivo a scomparsa.
La consegna e riconsegna dell'appartamento può essere effettuata, su appuntamento, in tutti giorni dell'anno in orario compreso tra le sette del mattino e l'una di notte.
L'affitto è comprensivo di energia elettrica, acqua, pulizia e cambio biancheria settimanale, materiali di consumo parcheggio interno ed utilizzo di due biciclette.
Con un piccolo aumento di costo è possibile avere la pulizia giornaliera ad orario da concordare.
Prevediamo di realizzare nel corso dei prossimi due anni altre due unità abitative con letto matrimoniale su soppalco e due divani letto più letto aggiuntivo portando la nostra capacità ricettiva dagli attuali 2+1 a 10 +3 posti letto.

 

Scheda tecnica

Responsabile Nicoletta Moncada Paternò Castello
Indirizzo Via Museo Biscari, 16 - 95131 Catania
Città Catania
Telefono 095 7152508
Cellulare 329 4145955
Fax 095 321818
Web http://www.palazzobiscari.com
e-mail info@palazzobiscari.com
Orario di apertura 7.00 - 13.00 e 15.00 - 19.00
su appuntamento anche 13.00 - 15.00 e 19.00 - 22.00
Ferie mai
Hotel Struttura situata nella dimora storica Palazzo Biscari
Salone 1 x 200 posti
Sale 4 x 70 posti
Superficie 502 mq
Area espositiva
Aria condizionata
Bar
Facchinaggio
Guardaroba
Hostess e steward
Interpreti
Noleggio attrezzature
Parcheggio
Personale tecnico
Reception
Servizio Catering
Telefono pubblico
Accesso a Internet
Caselle e-mail
Allaccio linee telefoniche temporanee
Audioconferenza
Circuito chiuso televisivo
Diffusione di messaggi sonori
Impianto di amplificazione
Lavagne luminose
Linee telefoniche digitali
Proiettori di diapositive
Radiomicrofoni
Registrazione audio
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Ricezione via satellite
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